Fondazione Luigi Longo


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5x1000 alla Fondazione Luigi Longo
Scegliere di destinare il 5 per mille alla Fondazione Luigi Longo è molto semplice.
È sufficiente compilare la sezione dedicata al 5 per 1000 all'interno dei moduli per la dichiarazione dei redditi (CUD, 730, Modello Unico persone fisiche e Modello Unico persone fisiche - MINI ) , ed inserire nell'apposito spazio dedicato al
"Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui all'art. 10, c.1, lettera a), del D.lgs. n. 460 del 1997" il codice fiscale della FONDAZIONE Quindi apporre la propria firma.

Il codice fiscale della FONDAZIONE è
96 04 42 90 060 .

Aiutare la Fondazione Longo con continuità significa dare stabilità alle attività culturali e renderle un bene comune della collettività, perchè la cultura opera sulla nostra intelligenza, sul nostro cuore, sul nostro desiderio.

Con il 5 per mille aiutare la a rendere la cultura un bene collettivo non ti costa nulla.



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Guida alla compilazione del 5x1000
Sostenere un'organizzazione con il 5 per mille, è molto semplice.
Basta firmare nell'apposito riquadro del CUD 2012, del modello 730/2012 redditi 2011, o del Modello Unico Persone Fisiche 2012, e riportare nell'apposito spazio il codice fiscale dell'organizzazione scelta.
Importante! Le scelte di destinazione dell'8 per mille e del 5 per mille dell'IRPEF non sono in alcun modo alternative fra loro.
Pertanto possono essere espresse entrambe.




SCADENZE FISCALI 2013
Di seguito riportiamo un elenco delle principali scadenze per la consegna dei modelli fiscali, con i quali è possibile scegliere la destinazione del 5 per mille.

MODELLI FISCALI

SCADENZA DI PRESENTAZIONE

MODELLO 730

Entro il 30 aprile 2013 se il modello è presentato al sostituto d'imposta o ente pensionistico;
Entro il 31 maggio 2013 se il modello è presentato al Caf o ad un professionista abilitato.

CUD

Entro il 1° luglio 2013 allo sportello di un ufficio postale che provvederà gratuitamente a trasmetterlo all'Amministrazione finanziaria;
Entro il 30 settembre 2013 ad un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (professionista, CAF, ecc.).

MODELLO UNICO PERSONE FISICHE E UNICO PF MINI

Entro il 1° luglio 2013 se la presentazione viene effettuata in forma cartacea per il tramite di un ufficio postale;
Entro il 30 settembre 2013 se la presentazione viene effettuata in via telematica, direttamente dal contribuente o trasmessa da un intermediario abilitato o da un Ufficio dell'Agenzia delle entrate.

5 x 1000. CHE COS'È?
A partire dalla Legge Finanziaria del 2006, lo Stato ha stabilito di destinare - a titolo sperimentale - in base alla scelta del contribuente, una quota pari al 5 per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche a finalità di sostegno di particolari enti no profit, di finanziamento della ricerca scientifica, universitaria e sanitaria.
Sin dal primo anno della sua prima applicazione il 5 per mille viene immediatamente recepito dai contribuenti, superando abbondantemente le stime di 270 milioni. Nel 2006 il 5 per mille certificato dall'Agenzia delle Entrate è, invece, di 328 milioni.
Con la finanziaria del 2007 scompaiono i Comuni tra i beneficiari, mantenendo soltanto le onlus, le associazioni e gli istituti per la ricerca scientifica e sanitaria, inoltre viene fissato un tetto massimo pari a 250 milioni di euro. Nel 2009 vengono ammesse le associazioni sportive dilettantistiche, nel 2010 il tetto massimo si alza a 400 milioni di euro e dall'anno scorso si può decidere di destinare il proprio 5 per mille a tutte quelle attività per la valorizzazione e la promozione dei beni culturali e paesaggistici.
Il cinque per mille è una forma di finanziamento che non comporta oneri aggiuntivi al contribuente, dal momento che questi, tramite la compilazione dell'apposita sezione nella dichiarazione dei redditi, sceglie semplicemente la destinazione di una quota della propria IRPEF. Il contribuente che decide di destinare la propria quota di 5 per mille deve firmare in uno dei 6 riquadri (volontariato e organizzazioni di utilità sociale; ricerca scientifica e università; ricerca sanitaria; attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici; attività sociali svolte dal comune di residenza e associazioni sportive dilettantistiche;)che figurano sui modelli di dichiarazione dei redditi (7e30, modello Unico PF, CUD) e indicare il codice fiscale del singolo soggetto (ente, associazione, onlus…) a cui ha deciso di destinare direttamente la quota del 5 per mille. I codici fiscali dei soggetti ammessi al beneficio sono consultabili negli appositi elenchi pubblicati sul sito web dell'Agenzia delle Entrate.
COME SCEGLIERE DI DESTINARE IL 5 x 1000
A) Scelta della finalità (Legge di Stabilità 2012)
Il contribuente può destinare il 5 per mille della propria imposta sul reddito, apponendo la propria firma in uno degli appositi riquadri che figurano nei modelli, corrispondenti alle finalità di sostegno previste dalla normativa. In tal modo, il contribuente può decidere se supportare:

  • associazioni di volontariato e altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, associazioni di promozione sociale e associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui all'articolo 10, comma 1, lettera a) , del decreto legislativo n. 460 del 1997;
  • gli enti di ricerca scientifica e università;
  • gli enti di ricerca sanitaria;
  • le associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal CONI a norma di legge;
  • le attività sociali svolte dal comune di residenza;
  • le attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici (articolo 23, comma 46, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111).


È possibile esprimere una sola scelta di destinazione.

B) Scelta del soggetto (Organizzazioni, Enti, Associazioni)
Il contribuente, oltre a scegliere la finalità di destinazione apponendo la propria firma in una delle aree previste, può scegliere il soggetto (organizzazione, ente, associazione) indicando il codice fiscale dello stesso.
C) Mancata scelta
Se il contribuente non dovesse dare alcuna indicazione (relativamente al proprio 5 per mille), la quota prevista rimarrà allo Stato.

Il 5 x 1000 e il principio di sussidiarietà
Il cinque per 1000 è una forma di finanziamento da parte dello Stato al cosiddetto "terzo settore". Secondo la dottrina giuridica, il 5 per mille rappresenta un chiaro esempio di sussidiarietà orizzontale. Questa formula fiscale garantisce, infatti, una forma di autonomia e di sovranità al contribuente, che può scegliere a chi destinare parte della ricchezza pubblica da lui prodotta.
5 x 1000. le origini
La legge finanziaria del 2006
Il 5 per mille venne introdotto per la prima volta all'interno della Legge finanziaria del 2006 (23 dicembre 2005, n. 266).
Per quanto riguarda l'anno fiscale 2006, la normativa prevedeva la possibilità per il contribuente di destinare il 5 per mille della propria IRPEF a supporto di:
" enti e organizzazioni non lucrative di utilità sociale di cui all'articolo 10 e seguenti del
" D.Lgs. n. 460 del 4 dicembre 1997, associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali previsti dall'articolo 7, commi 1, 2, 3 e 4, della legge 7 dicembre 2000, n. 383, e associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui all'articolo 10, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460;
" enti e organizzazioni che svolgono attività di ricerca scientifica e Università;
" enti e organizzazioni che svolgono attività di ricerca sanitaria;
" attività sociali svolte dal Comune di residenza del contribuente.
La normativa prevedeva (e prevede ancora oggi) che, nei moduli di dichiarazione dei redditi (CUD, 730, Modello Unico persone fisiche e Modello Unico persone fisiche - MINI ) venisse data al contribuente la possibilità di indicare, oltre all'area di finalità del sostegno, il codice fiscale del soggetto (ente, associazione, organizzazione) della quota di imposta.
Legge finanziaria del 2007
La Legge finanziaria del 2007 (27 dicembre 2006, n. 296) ha ridefinito le categorie che possono beneficiare del 5 per 1000. Rispetto alla normativa precedente, dall'elenco degli enti destinatari del contributo non sono più previste le finalità sociali svolte dal comune di residenza.
La normativa inoltre introduce per il 5 per mille un tetto massimo di 250 milioni di euro, successivamente innalzato a 400 milioni di euro. Qualora si dovesse superare detta cifra, lo Stato si riserva il diritto di trattenersi l'eccedente.
In sintesi queste le novità introdotte:
" esclusione dei comuni di residenza dalla lista dei beneficiari;
" introduzione di un tetto massimo di 250 milioni di euro (in seguito innalzato a 400 milioni di euro) da destinare ai beneficiari del 5 per mille;
" definizione di uno 0,5% (del totale determinato dalle scelte dei contribuenti) da destinare al finanziamento dell'Agenzia per le Onlus e delle organizzazioni nazionali rappresentative delle Onlus di utilità sociale che operano come "parti sociali".
Legge finanziaria del 2008
La Legge finanziaria del 2008 (24 Dicembre 2007, n. 244) e successive modifiche ha confermato lo strumento del cinque per mille, definendo un tetto di spesa massima pari a 380 milioni di euro.
Successive modifiche apportate dal decreto "milleproroghe" (Decreto Legge del 31/12/2007 n. 248 - convertito con modificazioni dalla legge n. 31 del 28/02/2008) hanno integrato e modificato il testo della finanziaria, aggiungendo alla lista dei beneficiari anche le fondazioni nazionali di carattere culturale e le associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI.
Tra le novità più rilevanti introdotte dalla nuova Finanziaria c'è anche l'obbligo, per gli enti che hanno beneficiato della quota d'imposta, di redigere un rendiconto nel quale venga indicata in modo chiaro la destinazione della somma percepita. Tale rendiconto deve essere redatto entro 1 anno dall'avvenuta ricezione del contributo.
Legge finanziaria del 2009
La Legge finanziaria del 2009 (22 Dicembre 2008, n. 203) per quanto riguarda la destinazione del 5 per mille rimanda alla manovra triennale dell'estate (DL 25 giugno 2008, n.112 convertito in legge il 6 agosto 2008, n. 133) che ha confermato lo strumento anche per l'anno fiscale 2008.
Successive modifiche apportate dal decreto "milleproroghe" (legge n. 14 del 27 febbraio 2009) hanno definito il nuovo calendario fiscale.
L'emendamento sposta al 30 settembre 2009 il termine per la presentazione telematica delle dichiarazioni delle persone fisiche e delle imprese; il termine ultimo per la trasmissione telematica dei modelli 730 da parte dei Caf o degli altri intermediari abilitati invece si sposta dal 25 giugno al 15 luglio 2009.
Legge finanziaria del 2010
La Legge Finanziaria 2010 (Legge 23 dicembre 2009, n.191, articolo 2, comma 250) ha confermato lo strumento del 5 per mille anche per l'anno 2010.
DDL di stabilità (ex legge finanziaria del 2011)
Il DDL di Stabilità (ex legge finanziaria 2011- Legge 13 dicembre 2010, n.220, articolo 2, comma250) ha confermato lo strumento del 5 per mille anche per l'anno 2010. La norma però aveva ridotto a un quarto le risorse per il 5 per mille (100 milioni di euro rispetto ai 400milioni del 2009).

Il decreto mille proroghe (DL n° 225 del 29 dicembre 2010) ha rialzato il tetto delle risorse destinate al 5 per mille a 400 milioni.

Legge di Stabilità 2012
Il DDL di Stabilità 2012 (Legge n. 183 del 12/11/2011) ha confermato lo strumento del 5 per 1000 anche per l'anno fiscale 2011.
A decorrere dall'anno finanziario 2012, i contribuenti possono destinare una quota pari al 5 per mille dell'Irpef al finanziamento delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici (articolo 23, comma 46, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111).
Spending Review 2
La "Spending Review 2" (decreto legge N. 95 del 6 luglio 2012) ha confermato lo strumento del 5 per mille anche per l'anno fiscale 2012.
Il decreto ha riconfermato sostanzialmente le prassi e le scadenze degli ultimi anni e all'Art. 23 il tetto delle risorse destinate al 5 per mille nel 2013 pari a 400 milioni di euro.
Il 5 per mille e l'8 per mille
Il 5 per mille non va confuso con l'8 per mille dal momento che si tratta di formule di destinazione fiscale diverse.
In entrambi i casi viene data la possibilità al contribuente di scegliere a chi devolvere una parte delle proprie imposte sul reddito.
Sono scelte diverse e complementari: l'una non esclude l'altra.
Il 5 per mille è un decreto collegato alla legge finanziaria (in quanto tale, di anno in anno può o meno essere presente), istituito nel 2006 che vede come beneficiari le associazioni di volontariato e altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale di cui all'articolo 10 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, e successive modificazioni, nonche' le associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali previsti dall'articolo 7, commi 1, 2, 3 e 4, della legge 7 dicembre 2000, n. 383, e le associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui all'articolo 10, comma 1, lettera a) , del citato decreto legislativo n. 460 del 1997; gli enti di ricerca scientifica e dell'università; gli enti di ricerca sanitaria; le attività sociali svolte dal comune di residenza del contribuente; le associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal CONI a norma di legge.
L'8 per mille invece è una legge dello Stato, approvata nel 1985 (L. 20 maggio 1985, n. 222) e derivante da accordi stipulati con la Chiesa cattolica, che vede come beneficiari lo Stato stesso e le diverse confessioni religiose.
L'otto per mille è un meccanismo attraverso il quale lo Stato, seguendo l'indicazione dei contribuenti, decide di devolvere una quota (pari all'8 per mille del gettito fiscale IRPEF) a scopi di interesse sociale o di carattere umanitario a diretta gestione statale e, in parte, a destinazioni di carattere religioso a diretta gestione della Chiesa cattolica e delle altre confessioni religiose.
L'otto per mille è nato come un sostegno che lo Stato ha deciso di offrire (seguendo l'indicazione dei contribuenti) alla Chiesa Cattolica. In seguito tra i destinatari dell'8 per mille si sono aggiunte anche altre confessioni e credo religiosi: l' Unione Chiese Cristiane Avventiste del Settimo giorno, le Assemblee di Dio in Italia, la Chiesa Evangelica Valdese, la Chiesa Evangelica Luterana in Italia, l'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, la Sacra arcidiocesi, la Chiesa Apostolica e l'Unione Cristiana Evangelica Battista d'Italia.



Le domande più frequenti
Chi può donare il 5 per mille?
Chiunque fa la dichiarazione dei redditi ha la possibilità di destinare il 5 per mille delle proprie tasse ad una specifica organizzazione no profit.
Non ho l'obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi, posso donare il 5 per mille?
Per chi non ha obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi, basterà, senza alcun onere da parte del contribuente, consegnare a una banca o a un ufficio postale la scheda integrativa per il 5 per mille contenuta nel CUD in busta chiusa su cui apporre la scritta "scelta per la destinazione del 5 per mille dell'IRPEF", con indicazione di nome, cognome e codice fiscale del contribuente.
Il 5 per mille ha un costo?
La scelta di destinare il 5 per mille ad una ONLUS come Save the Children non comporta alcun aggravio delle imposte da versare. Se non si effettua alcuna scelta, il 5 per mille resta allo Stato.
E l'8x1000?
Il 5 per mille non sostituisce, ma si aggiunge al meccanismo dell'8 x 1000 che rimane pertanto in vigore.




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