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La guerra: 1937

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3 GENNAIO
Sbarca in Spagna il primo contingente del Corpo Truppe Volontarie (CTV) mandato da Mussolini a sostegno di Franco. E' costituito da:
1^ div. Camicie nere "Dio lo vuole";_2^ div. "Fiamme nere";_3^ div. "Penne Nere";_4^ div. "Littorio";_Raggruppamento autonomo "XXIII Marzo";_Brigata "Frecce Nere";_Brigata "Frecce Azzurre".
Complessivamente gli effettivi italiani saranno 78.846 tra esercito, marina e aviazione, di cui 6.000 caduti e 15.000 feriti. Da una relazione segreta dell'Ufficio Spagna: "Scarso numero di giovani, alta percentuale di lavoratori agricoli, particolarmente delle regioni meridionali, numerosi pregiudicati".
Molto consistente l'apporto di armi, munizioni e mezzi di trasporto, determinante l'intervento dell'aviazione e della marina.
5 GENNAIO
Nel settore di Mirabueno, lungo la carrozzabile Guadalajara-Siguenza, muore Guido Picelli. Scrisse di lui Giacomo Calandrone: "Al nostro arrivo ad Albacete, sotto la pensilina della stazione, un uomo ci attende. Ha i capelli brizzolati, il volto energico, il gesto secco. Lo riconosciamo immediatamente. E' Picelli. Guido Picelli, l'eroe di Parma. In una persona tutto un periodo di lotta rivoluzionaria, un periodo di eroismo, di fede, di volontà. Picelli, l'azione, l'energia fatta uomo, sarà Picelli che ci guiderà all'attacco contro i nuovi Unni. Siamo orgogliosi di averlo per capo".
12 GENNAIO
Contrattacco repubblicano nel settore di Majahonda-Villanueva del Pardillo, nel corso del quale cade Pietro Jacchia: nato a Trieste nel 1872, ebreo, docente all'Università, fondatore del fascio che lasciò aderendo al Partito socialista. Emigrò in Olanda, fu tra i primi ad accorrere in difesa della Repubblica spagnola, combattendo sul fronte di Huesca.
14 GENNAIO
Inizia l'offensiva nazionalista verso Malaga, con la conquista di Marbella e Alhama, rispettivamente a sud e a nord della città.
6 FEBBRAIO
Inizia la battaglia del Jarama: scopo dell'offensiva nazionalista tagliare la strada Madrid-Valencia. Sei potenti colonne sostenute dall'aviazione, da carri armati e artiglieria, attaccano in più punti le fragili linee repubblicane. Vengono occupate la Marañosa, cima di 697 metri, e la città di Ciempozuelos.
7 FEBBRAIO
Gli attaccanti raggiungono la confluenza tra il Manzanarre e il Jarama; la strada Madrid-Valencia è sotto il tiro dei loro cannoni.
8 FEBBRAIO
Cade Malaga. A fianco degli spagnoli sono entrati in azione nove battaglioni motorizzati di Camicie nere italiane. Nella città semidistrutta inizia la più feroce caccia all'uomo che la Spagna avesse conosciuto dalla conquista di Badajoz: 4.000 fucilati. Migliaia di profughi fuggono verso Almeria mitragliati dagli aerei italiani.
Ciano, ministro degli esteri fascista, preoccupato perché il suo rappresentante a Malaga telegrafa che le repressioni effettuate dai nazionalisti erano tuttora impressionanti; che lo stato d'animo della popolazione era preoccupato e che, con vivo rammarico, vedeva ricadere sui nostri volontari l'ombra di gravi responsabilità. Ciano ordina all'ambasciatore Cantalupo di fare un'inchiesta, ma Franco la sconsiglia perché avrebbe avuto effetti peggio che negativi. Egli stesso agiva con molto tatto, i locali cercavano rabbiosamente il loro sfogo e guai ad andarli a irritare.
9 FEBBRAIO
Le difese repubblicane sul Jarama vengono riorganizzate. La Giunta di difesa vi trasferisce le Brigate di Lister e di El Campesino e l'XI e XII Brigate Internazionali.
11 FEBBRAIO
I nazionalisti costituiscono una testa di ponte oltre il fiume conquistando il ponte di Pindoque. Viene ingaggiata la più imponente battaglia, per numero di uomini e mezzi, dall'inizio della guerra di Spagna.
Il battaglione Garibaldi, posto a difesa del ponte di Arganda, resiste agli assalti della cavalleria mora che, falciata dalle mitragliatrici, deve ritirarsi lasciando sul terreno più di metà degli uomini.
12 FEBBRAIO
Nuovo tentativo di sfondamento dei franchisti che si spingono fino al Pingarron, una quota di 620 metri, che i repubblicani difendono a costo di gravi perdite. Entrano in azione aerei da caccia forniti dall'Urss che abbattono numerosi aerei avversari.
13 FEBBRAIO
La battaglia raggiunge il suo culmine. Vi partecipano più di 30.000 nazionalisti contro 16 brigate repubblicane, di cui 4 internazionali: l'XI, la XII, la XIV e la XV. Quest'ultima, appena formata, è composta dai battaglioni:
- Dimitrov (jugoslavo, una compagnia italiana);
- Inglese, con scozzesi, gallesi e irlandesi;
- Lincoln (nordamericano);
- 6 febbraio (franco-belga).
Dei 600 uomini del battaglione inglese che difendeva la cosiddetta Collina del Suicidio alla sera ne restavano 225.
15 FEBBRAIO
Il generale Miaja assume il comando di tutte le forze lealiste
17 FEBBRAIO
I repubblicani passano al contrattacco
23 FEBBRAIO
La XV B.I. attacca fra il Pingarron e San Martin de la Vega. I nazionalisti, favoriti dal terreno, resistono infliggendo gravi perdite agli americani del battaglione Abramo Lincoln, che su 450 uomini ha 120 morti e 175 feriti.
27 FEBBRAIO
I repubblicani riconquistano quasi tutto il terreno perso. La strada Madrid-Valencia resta aperta, fallisce il tentativo di isolare la capitale.
8 MARZO
I fascisti italiani, euforici per la conquista di Malaga, attaccano le posizioni conquistate dai repubblicani nei primi giorni dell'anno nell'Alcarria. E' l'ennesimo tentativo di isolare Madrid, questa volta da nord lungo la direttrice Guadalajara-Alcalà de Henares.
Il CTV agli ordini del generale Roatta conta 50.000 uomini, appoggiati da 250 carri armati, 230 pezzi di artiglieria mobile, una compagnia di carri lanciafiamme, 50 aerei da caccia e 12 ricognitori e un parco di oltre 4.000 automezzi di ogni tipo. Lo affianca una divisione spagnola forte di 20.000 soldati.
A fronteggiare questa possente massa di manovra vi sono 6/7.000 miliziani del Levante di cui la metà in linea, armati di fucili e poche mitragliatrici. Si trovano nella zona per addestramento dei carri armati sovietici.
Alle 7, dopo un intenso fuoco di artiglieria, gli italiani avanzano e travolgono le difese repubblicane. Il generale Roatta proclama: "Domani saremo a Guadalajara, dopodomani ad Alcalà de Henares e tra tre giorni a Madrid".
9 MARZO
I miliziani si riorganizzano e facendo saltare diversi ponti tentano di rallentare l'avanzata nemica per consentire l'arrivo di rinforzi. I fascisti avanzano con difficoltà sotto una pioggia insistente che però non impedisce agli aerei repubblicani di attaccare le colonne nemiche lungo la strada di Francia.
Verso sera arrivano in linea l'XI e la XII B.I. e l'11^ divisione di Lister.
10 MARZO
I fascisti, occupata Brihuega, proseguono fino al fiume Tajuña: sono a 26 chilometri da Guadalajara.
L'azione combinata di carri armati e aerei lealisti infligge gravi perdite agli attaccanti e mentre il battaglione Garibaldi prende contatto con il nemico, il battaglione Thaelmann perde la posizione strategica del Palacio de Ibarra.
11 MARZO
I fascisti, sotto la neve, tentano di rompere le linee repubblicane lungo la strada d'Aragona, mentre il battaglione "Commune de Paris", dopo gravi perdite, è costretto a ripiegare scoprendo il fianco dei garibaldini. Questi devono arretrare fino al km. 78.500, ultima linea di difesa di Guadalajara. L'aviazione repubblicana si è assicurata il dominio dei cieli e bombarda incessantemente il nemico.
12 MARZO
Fallisce un nuovo attacco lungo la strada di Brihuega. Lister, con un violento contrattacco, annienta la 3^ divisione "Penne Nere" del generale Nuvoloni. L'iniziativa passa ai repubblicani.
I garibaldini utilizzano l'"Altovoz del Frente" per fare opera di propaganda verso i soldati italiani ormai stremati da quattro giorni di scontri.
13 MARZO
Fallisce un nuovo attacco lungo la strada di Brihuega. Lister, con un violento contrattacco, annienta la 3^ divisione "Penne Nere" del generale Nuvoloni. L'iniziativa passa ai repubblicani.
I garibaldini utilizzano l'"Altovoz del Frente" per fare opera di propaganda verso i soldati italiani ormai stremati da quattro giorni di scontri.
14 MARZO
La XII B.I. riceve l'ordine di riconquistare il Palacio de Ibarra, posizione fortificata dai fascisti da dove una postazione di artiglieria spara in continuazione sulle truppe repubblicane. Per l'attacco frontale viene scelto il battaglione Garibaldi, mentre compagnie dell'"André Marty" e del "Dombrowski" lo sostengono ai lati. Dapprima i garibaldini si portano sotto il muro di cinta costringendo i legionari a ritirarsi all'interno. Respingono quindi un tentativo di rompere l'accerchiamento; poi, attraverso una breccia nel muro, penetrano nel complesso e ingaggiano una violenta lotta corpo a corpo. Alla fine i fascisti, circondati e senza via di fuga, si arrendono. Sono contati 262 prigionieri; consistente è il bottino di materiale bellico: trattori per artiglieria, tre cannoni, sei autocarri, mitragliatrici, motociclette, viveri e indumenti.
15 MARZO
I repubblicani riconquistano Trijueque. I fascisti sostituiscono le loro truppe di linea, ormai sbandate e stremate, con due unità fresche, mentre Roatta chiede a Franco l'autorizzazione a sospendere i combattimenti e a porsi sulla difensiva per far riposare le truppe e riorganizzarle.
16 MARZO
I repubblicani riconquistano Trijueque. I fascisti sostituiscono le loro truppe di linea, ormai sbandate e stremate, con due unità fresche, mentre Roatta chiede a Franco l'autorizzazione a sospendere i combattimenti e a porsi sulla difensiva per far riposare le truppe e riorganizzarle.
18 MARZO
L'azione combinata di aerei, carri armati e artiglieria repubblicana getta il panico tra le fila fasciste. La XII B.I. riconquista Brihuega. Le divisioni fasciste appena arrivate in linea, già demoralizzate alla vista della ritirata disordinata dei loro camerati, sono a loro volta travolte e costrette alla fuga. Sono fatti 200 prigionieri e viene catturato moltissimo materiale bellico di ogni tipo.
19 MARZO
Enciclica papale di Pio XI "Divini Redemptoris": "Anche là, nella nostra carissima Spagna, il flagello comunista si è scatenato purtroppo con violenza furibonda".
20 MARZO
I repubblicani riprendono la controffensiva ma con scarsi risultati. Mancano riserve per sostituire uomini stremati da tanti giorni di scontri.
24 MARZO
Un'unità di Lister raggiunge il km. 97 della strada di Francia, praticamente da dove erano partiti i fascisti l'8 marzo. I legionari sono rilevati da una brigata di navarresi; negli scontri hanno perso 1.500 uomini, 1.200 i prigionieri. La battaglia di Guadalajara è finita. Sarà ricordata come la "prima sconfitta del fascismo".
31 MARZO
Il generale Mola lancia un'offensiva al nord lanciando un ultimatum: "Ho deciso di terminare rapidamente la guerra del nord; chi non si è macchiato di assassinii e chi getta le armi avrà salva la vita e le proprietà. Ma se la resa non sarà immediata, raderò al suolo tutta la Biscaglia".
Lo stesso giorno la Legione Condor bombarda il villaggio di Durango, nodo stradale e ferroviario tra Bilbao e il fronte, uccidendo 127 civili tra cui 16 religiosi. 121 feriti moriranno in seguito negli ospedali. I repubblicani lanciano un attacco diversivo contro Huesca.
26 APRILE
La città di Guernica, simbolo dell'autonomia basca, viene rasa al suolo dalla Legione Condor. Il bombardamento causa 1.654 morti e 889 feriti. L'episodio diventa famoso nel mondo anche per l'omonimo dipinto di Pablo Picasso.
1 MAGGIO
La XII B.I., che prenderà il nome di Garibaldi, viene riorganizzata; sarà composta in prevalenza da antifascisti italiani, i reduci del battaglione Garibaldi, i superstiti del battaglione Dimitrov (ex XV), della colonna Rosselli e della Gastone Sozzi. Gli altri effettivi sono reclute spagnole.
7 MAGGIO
Nei drammatici scontri nelle file repubblicane a Barcellona muore all'età di 40 anni Camillo Berneri, uno dei massimi esponenti del movimento anarchico.
14 MAGGIO
Largo Caballero si dimette dalla carica di primo ministro per dissensi con i rappresentanti comunisti.
17 MAGGIO
Juan Negrin forma un nuovo governo con l'esclusione degli anarchici.
29 MAGGIO
Nel corso di un bombardamento aereo al porto di Ibiza dell'aviazione repubblicana viene colpita la corazzata tedesca Deutschland.
31 MAGGIO
Ritorsione tedesca al bombardamento del 29: un incrociatore e quattro cacciatorpedinieri bombardano la città di Almeria, indifesa e priva di obiettivi militari.
3 GIUGNO
Muore in un incidente aereo il generale Mola, organizzatore dell'Alzamiento.
9 GIUGNO
Assassinio dei fratelli Carlo e Nello Rosselli a Bagnoles de l'Orne da parte di elementi della Cagoule di Eugene Delonche, sovvenzionata dall'OVRA mussoliniana.
19 GIUGNO
I ribelli occupano Bilbao
1 LUGLIO
Lettera collettiva dei vescovi spagnoli ai vescovi di tutto il mondo: "Malgrado il suo spirito di pace e il suo desiderio di evitare la guerra e di non prendervi parte, la Chiesa di Spagna non poteva assistere indifferente alla lotta... dall'altra si ergeva lo sforzo cosciente di chi combatteva per la conservazione del vecchio spirito spagnolo e cristiano".
2 LUGLIO
Jacques Maritain, eminente scrittore cattolico francese, risponde con un articolo su "La Nouvelle Revue Francaise": "Che si invochi pure, se lo si ritiene giusto, la giustizia della guerra che si fa. Ma che non si invochi la sua santità. Che si uccida, se si crede di dover uccidere in nome dell'ordine sociale o della nazione, questo è già abbastanza orribile. Ma che non si uccida in nome di Cristo re, che non è un capo di guerra, ma un re di grazia e carità, morto per tutti gli uomini, e il cui regno non è di questo mondo".
4 LUGLIO
Si apre a Valencia il II Congresso internazionale per la difesa della cultura, che in fasi successive si sarebbe tenuto a Madrid e Barcellona, per poi concludersi a Parigi il giorno 17. E' una netta scelta di campo degli scrittori di tutto il mondo. Accanto agli spagnoli Machado, Alberti e Bergamin siedono Hemingway, Spender, Malraux, Neruda, Tzara, Aragon e Heinrich Mann.
Bertolt Brecht interviene alla chiusura del congresso a Parigi con un breve discorso in cui, reagendo ai tanti interventi che si erano limitati a perorare genericamente la difesa della cultura dalla barbarie fascista, afferma: "La cultura che a lungo, troppo a lungo, è stata difesa solo con le armi spirituali, ma attaccata con armi materiali, questa cultura è essa stessa una faccenda non solo spirituale ma anche, e anzi prima di tutto, una faccenda materiale, che deve essere difesa con armi materiali".
Dichiarano il loro sostegno alla Repubblica intellettuali di tutto il mondo come: Maritain, Mauriac, Gide, Faulkner, Caldwell, Bromfield, Auden, Steinbeck, Upton Sinclair, Camus, gli scienziati Einstein, Joliot-Curie, Huxley, artisti, pittori, musicisti e personaggi dello spettacolo.
6 LUGLIO
Due corpi d'armata repubblicani, il V agli ordini di Modesto e il XVIII di Jurado, muovendo dal settore dell'Escorial lungo la direttrice del fiume Guadarrama, tentano una manovra di accerchiamento delle forze nazionaliste che tengono il settore ovest di Madrid.
13 LUGLIO
L'offensiva repubblicana, dopo un'avanzata di 12 km., si va esaurendo. La resistenza dei nazionalisti a Boadilla blocca il tentativo di accerchiamento. Sono stati occupati dai lealisti i centri di Brunete, Villanueva del Pardillo e Villafranca del Castillo.
25 LUGLIO
I ribelli lanciano una controffensiva e riconquistano Brunete. La battaglia può dirsi conclusa, ma a prezzo di gravissime perdite da ambedue le parti. I battaglioni Lincoln e Washington della XV B.I. perdono metà dei loro effettivi e vengono fusi in uno solo. Tra i caduti Oliver Law, comandante del Lincoln, primo nero americano al vertice di un'unità statunitense formata da bianchi e neri.
11 AGOSTO
Viene sciolto il Consiglio d'Aragona creato dagli anarchici.
14 AGOSTO
Offensiva nazionalista per completare la conquista delle province basche. Partecipano all'operazione i ricostituiti reparti fascisti del CTV.
24 AGOSTO
Per alleggerire la pressione su Santander i repubblicani lanciano a loro volta un'offensiva nell'Aragona. Rompono le linee nemiche in otto punti ma incontrano una feroce resistenza. Soprattutto Belchite, fortificata dai franchisti, resiste, per cui i progressi sono limitati. Il caldo canicolare crea gravi disagi ai due eserciti.
26 AGOSTO
I ribelli occupano Santander
1 SETTEMBRE
Inizio dell'offensiva franchista contro le Asturie.
6 SETTEMBRE
La XV B.I. espugna Belchite dopo un cruento combattimento casa per casa. La città è completamente distrutta e non sarà mai ricostruita. Le sue macerie resteranno come muta testimonianza della violenza della guerra. Franco farà costruire nelle vicinanze una città nuova.
1 OTTOBRE
Mons. Antoniutti è nominato dalla Santa Sede delegato apostolico presso il governo di Burgos.
21 OTTOBRE
I nazionalisti occupano Gijon Aviles. Fine della guerra al nord.
31 OTTOBRE
Il governo repubblicano si trasferisce da Valencia a Barcellona.
16 NOVEMBRE
I franchisti fucilano 16 ecclesiastici baschi. Altri 283 preti e 131 religiosi vengono incarcerati e condannati a pesanti pene.
15 DICEMBRE
Inizia la battaglia di Teruel. Mentre nevica, Lister accerchia la città e occupa il ponte "Muela de Teruel". Si combatte duramente casa per casa in un freddo polare.
29 DICEMBRE
Franco muove le sue truppe, sostenute dalla Legione Condor, per rompere l'assedio. Ma il grande gelo - la temperatura scende a 18 gradi sotto zero - e la neve, alta più di un metro, impediscono gli spostamenti di soldati e i rifornimenti delle due parti.



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