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Luigi Longo: la sua vita, la sua storia.... Progetto di biografia

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IL PROGETTO DI BIOGRAFIA SU LUIGI LONGO

La Fondazione Longo di Alessandria è nata per promuovere attività volte allo studio, alla ricerca, alla formazione, all'innovazione politica, nel solco della cultura democratica e antifascista nazionale ed europea e, fra le altre iniziative, ha deciso di incaricare un giovane storico, Alexander Hobel, per scrivere la biografia di Luigi Longo, protagonista della storia del '900 e non adeguatamente presente nella memoria pubblica del Paese.

Progetto di ricerca e piano di lavoro per una biografia su Luigi Longo
(Alexander Höbel)

Una vita straordinaria e una lacuna storiografica da colmare


La vita di Luigi Longo (1900-1980) si identifica in misura significativa con la vicenda del Partito comunista italiano. Giovane socialista iscritto al circolo studentesco di Torino, di simpatie bordighiste, Longo è presente nella vita del PCd'I fin dal momento della fondazione, al Congresso di Livorno del 1921. Due anni dopo è a Mosca per il III Congresso della Gioventù Comunista Internazionale. Negli anni della lotta antifascista, Longo è tra i principali organizzatori dell'attività clandestina del Partito. sostenitore della "bolscevizzazione" del PCd'I nel 1924, critico da sinistra della linea di Togliatti nel 1925-26, è poi assieme a Secchia il promotore della "svolta" del 1929-30, che riporta in Italia il centro del gravità del Partito e pone le basi del suo successivo sviluppo.
Imprigionato più volte per la sua militanza, Longo visse gli anni della clandestinità tra l'Italia fascista, l'Unione Sovietica del Comintern, la Francia del Fronte popolare e la Spagna della guerra civile, sempre organizzando e guidando la lotta. Nel 1934 sigla assieme a Nenni quel Patto di unità d'azione che segna il riavvicinamento tra comunisti e socialisti italiani. La politica di unità antifascista trova poi un importante sviluppo nella guerra di Spagna. Capo politico e militare delle Brigate Internazionali che combattono a difesa della Repubblica, Longo inizia a diventare leggendario col nome di "Comandante Gallo". Egli utilizzerà poi questa fondamentale esperienza nella Resistenza italiana, di cui pure sarà una guida decisiva, a partire dal Promemoria urgente sulla necessità di organizzare la lotta armata contro i tedeschi dell'agosto 1943 e dalla creazione delle "Brigate Garibaldi", fino all'insurrezione vittoriosa dell'aprile 1945.
Membro della Consulta e poi della Costituente, vicesegretario assieme a Secchia nel "partito nuovo" di Togliatti e da sempre "braccio destro" del "Migliore", presente per il PCI alla nascita del Cominform, nel 1956 Longo si impegna nella polemica contro Antonio Giolitti e il "revisionismo nuovo e antico". Tuttavia in Longo rimane sempre forte l'istanza unitaria nei confronti dei socialisti. Egli stesso, al V Congresso, aveva anzi rilanciato l'ipotesi di fusione, e in termini nuovi riproporrà questa prospettiva anche negli anni '60.
Nel 1964, alla morte di Togliatti, lo sostituisce alla guida del PCI. La decisione di pubblicare il Memoriale di Yalta è il primo atto di una segreteria troppo spesso sottovalutata. Sono anni cruciali sulla scena internazionale e italiana, e anche nella vita del Partito. Longo promuove una direzione collegiale e incoraggia il dibattito interno. All'XI Congresso (1966) polemizza con Ingrao, ma riesce anche a realizzare una sintesi che tiene conto delle istanze della sinistra interna. E non a caso, nel '68, è tra i dirigenti comunisti più aperti nei confronti del movimento studentesco, polemizzando stavolta con Amendola. Anche sul piano internazionale, con la simpatia espressa verso la Primavera di Praga e la condanna dell'intervento sovietico, ma anche rilanciando il dialogo con socialdemocratici e cattolici, Longo introduce rilevanti elementi di novità nell'impostazione del PCI, sviluppando un nuovo internazionalismo sulle orme dell'ultimo Togliatti. Colpito da ictus alla fine del 1968, è affiancato da Berlinguer come vicesegretario all'inizio del '69. Rimarrà però alla guida del Partito fino al 1972, allorché assumerà la carica di presidente. Gli ultimi anni saranno dedicati non solo alla battaglia politica (con una rilevante posizione critica riguardo al compromesso storico), ma anche alla ricostruzione storiografica delle vicende dei comunisti italiani e della Resistenza.
Luigi Longo è stato quindi giustamente definito una sorta di "Garibaldi del Novecento". E in effetti la sua straordinaria vita è quella di un grande capo politico e militare, di un infaticabile organizzatore e costruttore del Partito comunista, di un protagonista della storia italiana e al tempo stesso di un grande internazionalista. Che su un personaggio di tale calibro manchi ancora una biografia basata sulle fonti d'archivio è quasi incredibile. Col progetto di ricerca che qui si propone, si intende dunque dare un primo contributo volto a colmare questa grande lacuna storiografica, ricostruendo un pezzo significativo della nostra memoria collettiva.









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