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Passione civile, arte e politica
Artisti a Valenza tra gli anni Cinquante e Ottanta

Lia Lenti

"E' vizio ricordare, anche se è un dovere"
(Pier Paolo Pasolini, La religione del mio tempo, 1961


All'inizio degli anni cinquanta, a Valenza, a seguito di mutate condizioni generali, di ripresa delle attività manifatturiere, calzaturiera e sopratutto orafa, e quindi di maggior sicurezza economica, si instaurò un clima di fiducia e di entusiasmo che si espresse in una maggior disponibilità all'impegno sociale. [...]

[L'idea era appunto quella] di radicare, fino a farli divenire cultura diffusa e unificante, distintiva di una nuova identità nazionale e popolare, [...] i valori della libertà, del lavoro, della solidarietà, della pace con i loro corollari da esplorare e capire nelle loro connessioni, da verificare nelle scelte di vita. [...] Il campo di elaborazione (e di battaglia) della nuova cultura, il terreno più conteso e decisivo era il mondo del lavoro, della scienza e delle arti. Fu un impegno di massa, chi creando, chi elaborando, chi illustrando e figurando, chi diffondendo, chi organizzando e mobilitando. [...]


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