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Aurelio a Valenza

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Aurelio a Valenza
Un dipinto civile tra immaginazione e politica

Giorgio Seveso

Nel mettere mano a questo testo, pensando al grande dipinto murale realizzato da Aurelio a Valenza in otto mesi di continuo lavor, nel 1972, ho dovuto tirare fuori dalla mia libreria vecchi documenti e polverose riviste, maneggiare fogli dattiloscritti in carta carbone, fragili e ingialliti come fossero ormai da museo... Ho avuto subito tra le mai, dunque, il segno vero del tempo trascorso da allora, la misura di quella che si potrebbe chiamare la metafora concreta, il simbolo tangibile e palpabile dei moltissimi fatti, degli avvenimenti, delle circostanze che da allora si sono succeduti, si sono aggrovigliati e accumulati attorno a noi, dividendoci radicalmente da quei primi anni Settanta del secolo scorso, dai suoi climi culturali e sociali, dalle sue atmosfere essenziali. Insomma, dal mondo com'era quarant'anni or sono, così diverso - in qualche modo quasi opposto- da quello di oggi.[...]
A Valenza mi feci dire dai compagni che cosa volevano che fosse dipinto. Furono rapidamente d'accordo "Il nostro oggi e il nostro domani", dunque semplicemente il nostro presente "inferno" immeritato che ci ricondanna ogni giornoe, di contro, il nostro semplice "paradiso" di domani, quello a cui veramente crediamo: un paradiso in terra dove il lavoro sia gioia, sia profitto per tutti, e dove la vita sia una meravigliosa avventura di uomini liberi. In mezzo vi ho messo il simbolo della Rivoluzione.[...]


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