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Eventi e Progetti > 2011 > CONVEGNO "“METAMORFOSI DELLA FOTOGRAFIA”
(39) Non si può certo deluderli, anche se non c'è alcuna forma di scontro armato. In queste due foto di Alex Webb è svelata un'assurda messa in scena. Le immagini, riprese con altra angolazione, avranno però il giorno dopo un ben diverso impatto sull'opinione pubblica. (Qualcosa di simile si verificherà anche con lo sbarco dei marines in Somalia alcuni anni dopo…)
(40) Siamo ai nostri giorni. Dell'attentato alle due Torri di New York, l'11 settembre del 2001, abbiamo visto le scioccanti immagini dell'impatto degli aerei. E poi la gente impazzita che si butta dalle finestre, i crolli nella nube di fumo. Probabilmente per ragioni di censura, durante i soccorsi e fino ad oggi, è stata vietata la diffusione di immagini dei corpi estratti dalle macerie. Nessuno le ha viste, né sono state pubblicate.
Ma forse una scena come questa, ripresa a Brooklyn da Thomas Höpcker, un veterano del fotogiornalismo tedesco, se pubblicata subito ci avrebbe aiutato, con la sua ironica rilassatezza, a smentire un angoscioso slogan di cui tutti siamo stati vittime: dopo l'11 settembre nulla in America rimarrà immutato.
(41) Ottobre 2004. In un Museo di New York gli anonimi scatti digitali delle torture americane sui detenuti iracheni nel carcere di Abu Ghraib - i cui autori, non dimentichiamolo, restarono anonimi finchè non furono incriminati -… gli stessi scatti che hanno sconvolto i mass media in tutto il mondo… ora sono riproposti come opere d'arte, oggetti da collezione di origine ignota…
L'ambiguità della fotografia - cui avevo accennato all'inizio - ci obbliga ad interrogarci ancora sull'identità e sulla responsabilità di chi produce e diffonde le immagini… sul loro impatto dentro la nostra civiltà iconica totale. Sul pericolo infine di una nostra saturazione, e alla fine indifferenza.
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