Fondazione Luigi Longo


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la mostra

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La mostra segue un percorso cronologico,scandito da sezioni tematiche e anticipato da una sorta di preludio che illustra alcuni antefatti imprescindibili per comprendere la dominante linguistica delle opere esposte e la particolarissima specificità di Valenza, la città ricca e comunista.
Entrando a sinistra un video ed alcune testimonianze scritte documentano momenti del dibattito culturale ed artistico e la forza propositiva del linguaggio del neorealismo negli anni '50.
La Madre di Giuseppe Scalvini del 1950, già collocata all'ingresso della Casa del Popolo Valentia, domina come opera esemplare di scultura realista.
A destra La nave dell'oro e Gina - l'orefice , la spilla di Aligi Sassu, i tagliacarte di Ernesto Treccani, opere degli anni cinquanta, ci parlano di Valenza in quella stagione storica, dell'abilità dei suoi artigiani, di una particolare congiuntura produttiva in cui la componente manifatturiera cercava di coniugarsi con la creatività artistica.
Gli spazi che si attraversano a partire dalla seconda sala del primo piano sino alle sale del piano superiore sono segnati da opere che evocano iniziative, manifestazioni artistiche, scelte culturali del Partito Comunista Italiano a Valenza, dalle Estemporanee della seconda metà degli anni '50 all'attività del Circolo Culturale Rinascita.
Un ricco repertorio documentario fa da supporto alle opere stesse.
I momenti salienti del percorso sono arricchiti da una sequenza di immagini fotografiche la cui presenza non equivale ad una citazione nostalgica ma vuole segnalare il valore e la suggestione della memoria storica.
La piccola sala che ospita il plastico della Casa del Popolo Valentia rappresenta il fulcro, tematico ed ideale, del percorso. La Casa del Popolo dall'agosto del 1958 sino al 2006, oltre ad accogliere
un patrimonio artistico di grande interesse, ha rappresentato un importante momento di partecipazione collettiva ad un bene comune.
Le sale successive ripropongono quel patrimonio o almeno ciò che si è conservato.
Dei dipinti murali La Pace di Aligi Sassu e Genti del Po di Giuseppe Motti sono riproposte le ricostruzioni in scala 1: 5 ed alcuni particolari strappati, restaurati e ricollocati su supporto.
Il racconto per immagini Da Melissa a Valenza di Ernesto Treccani e Toni Nicolini, rispetto all'originale installazione proiettata in verticale, si dispiega in orizzontale su due pareti della sala grande confermando il significato primigenio della narrazione.
La sala in cui è proiettato il video L'Opera in dono, realizzato dall'Union Contact di Roma ,interrompe per una sosta il percorso. Il video racconta le vicende delle donazioni di alcune delle opere in mostra alla Casa del Popolo.
L'ultimo spazio del primo piano, il lungo corridoio, accoglie il grande murale di Aurelio C., realizzato su 11 pannelli in faesite e restaurato ed intelaiato su supporto metallico in occasione della mostra.Lungo 20 metri, per ragioni espositive è presentato lungo una linea spezzata secondo una sequenza narrativa inversa a quella originaria, scelta obbligata che non inficia assolutamente la comprensione dell'opera. Bozzetti, studi preparatori ed uno straordinario reportage fotografico di Toni Nicolini rendono compiuta la fruizione dell'opera.
Al secondo piano il tono si fa più sommesso. La stessa selezione delle opere, tra quelle presentate ai Festival dell'Unità di Valenza dal secondo dopoguerra agli anni'90, ha contribuito a ricostruire un'atmosfera sobria appena animata dal rosso della vetrina con i gadgets in oro ed argento
e dell'ingresso"monumentale" alla sala.
Il tono sommesso si riverbera anche nella sala dedicata al Circolo Culturale Rinascita, dove tra le opere in mostra, un'iniziativa del 1982 quale la pubblicazione del volume "Cultura Popolare Valenzana, canti-proverbi-testimonianze" a cura di Franco Castelli viene enfatizzata da una serie di citazioni tratte dal testo stesso trascritte su un pannello di tipo pubblicitario.
Le voci di coloro che si esibirono al Valentia ci accompagnano nel percorso ricordando la funzione ludica di quel luogo, Casa del Popolo, Circolo Ricreativo, Circolo Culturale ma anche dancing e luogo di spettacolo e di divertimento.


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