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L'intervento straniero in Spagna e la situazione internazionale

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LA FRANCIA
il legittimo governo della Repubblica ebbe subito la simpatia della Francia, il cui governo era allora marcatamente di sinistra (Fronte Popolare). L'aiuto fornito dai francesi, seppur non direttamente e in via ufficiale, fu prezioso per la repubblica, soprattutto nelle fasi iniziali del conflitto. Dalle frontiere aperte della Francia transitarono armi ed equipaggiamenti, tra cui parecchi aeroplani che furono una vera manna per la legale Aviación Militar, che nel 1936 poteva contare su antiquati apparecchi, tra cui i caccia Hispano Nieuport Ni-52. Bombardieri e caccia venduti in via privata dalle industrie nazionali francesi diedero un po' di ossigeno agli aviatori repubblicani. Moltissimi volontari che confluirono nelle Brigate Internazionali arriveranno in Spagna dalla frontiera francese, come pure moltissimi profughi spagnoli troveranno scampo grazie al rifugio trovato in Francia. Secondo quanto stabilito in linea di massima dalla comunità internazionale, la Francia rimase però ufficialmente estranea al conflitto, e benché importante, il suo aiuto non si rivelò sufficientemente incisivo per la causa repubblicana.
IL MESSICO
il governo messicano appoggiò decisamente la repubblica spagnola, provvedendo alla raccolta e all'invio di armi. In Messico troveranno rifugio molti profughi dopo la sconfitta repubblicana.
L'UNIONE SOVIETICA
dopo un iniziale disimpegno, la nomenklatura sovietica si decise ad appoggiare la Repubblica spagnola, col preciso obiettivo, in caso di vittoria, di creare un'isola bolscevica a cavallo fra il Mediterraneo e l'Atlantico. Tuttavia una Spagna fedele a Mosca era non solo un cambio di politica, che vedeva l'Unione Sovietica accantonare la teoria del "socialismo in un solo paese", ma poneva problemi eminentemente pratici: primo fra tutti la conquista del potere assoluto da parte del partito comunista spagnolo, a danno delle altre numerose formazioni di sinistra, anarchici, trotzkyisti, internazionalisti, visti da Stalin come un pericolo al pari e forse più dei ribelli nazionalisti. Una volta presa la decisione l'intervento sovietico, anch'esso mascherato e non ufficiale, si concretizzò nell'invio di istruttori ed esperti militari, di un discreto numero di piloti, e di una quantità di materiale bellico seconda solo a quella inviata dall'Italia a favore dei ribelli. Il materiale bellico sovietico rialzò temporaneamente le sorti della Repubblica, con i temibili carri armati T-26, i velocissimi bombardieri Tupolev SB2, i caccia I-15 e I-16.
L'ITALIA
il governo italiano seguiva con moderato interesse le vicende di politica interna spagnola, e dei fondi segreti erano stanziati ogni anno per finanziare formazioni fasciste o vicine al fascismo, la più importante delle quali, per vicinanza di ideali, era la Falange di José Antonio Primo de Rivera. Il pronunciamiento militare vide l'immediato intervento italiano a favore dei ribelli, incominciato con l'invio di aerei da bombardamento Savoia-Marchetti S.M.81 e con la partecipazione, nell'agosto 1936, di volontari fascisti - guidati dallo squadrista bolognese Arconovaldo Bonacorsi - alla difesa dell'isola di Maiorca, occupata dai nazionalisti ma invasa da forze fedeli alla Repubblica comandate da Alberto Bayo. L'intervento militare italiano non fu ufficiale, ma basato su volontari, in ottemperanza alle decisioni non interventiste della comunità internazionale. In realtà si trattò di un intervento massiccio in uomini e mezzi. La sola entità del Corpo truppe Volontarie era pari ad un grosso Corpo d'armata, costituita da truppe regolari italiane. Dal punto di vista delle forze aeree l'Italia fornì circa 750 velivoli di tutti i tipi, lasciandone molti alle nuove forze aeree spagnole al termine del conflitto. Il contributo degli aerei italiani, e dei numerosissimi equipaggi addestrati che fecero parte prima della componente aerea del Tercio, e diedero poi vita all'Aviazione Legionaria, fu fondamentale per la supremazia aerea nazionalista. L'Italia intervenne illegalmente anche con dispiegamenti di forze navali corsare, che attaccarono navi repubblicane, e arrivarono a bombardare nottetempo le coste catalane e la città di Barcellona. Le proteste delle altre potenze indussero tuttavia a interrompere una vera e propria guerra navale non dichiarata. La guerra civile spagnola risucchiò risorse ingenti e preziose per l'Italia, è ciò risultò pesare con l'entrata in guerra contro Gran Bretagna e Francia poco più di un anno dopo la fine delle operazioni in Spagna.
LA GERMANIA
l'intervento della Germania nazionalsocialista fu più limitato nelle cifre, ma decisamente meglio pianificato di quello italiano, ed estremamente più efficace per gli obiettivi tedeschi, che fondamentalmente erano quelli di sperimentare i nuovi armamenti in vista del confronto con le potenze occidentali e con l'URSS. Tristemente celebre, e immortalata dal capolavoro di Pablo Picasso, è il bombardamento effettuato dai Dornier Do 17 sulla cittadina basca di Guernica, primo esempio di un attacco diretto indiscriminatamente contro la popolazione civile. Nel corso delle operazioni i tedeschi (inquadrati nella Legione Condor) sperimentarono nuove efficacissime tecniche di attacco aereo, affinarono il bombardamento in picchiata collaudando i celebri Junkers Ju 87 che di lì a pochi anni saranno il terrore della Polonia, della Norvegia, dell'Olanda e della Francia. Le forniture militari agli spagnoli non mancarono, ma le armi migliori rimasero sempre sotto diretto controllo tedesco.
IL PORTOGALLO
il regime dittatoriale del presidente Salazar manifestò subito le proprie simpatie per i ribelli spagnoli, e non pochi furono gli aiuti in uomini, mezzi e finanziamenti giunti dal Portogallo a favore della causa nazionalista.



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