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Collezione d'arte contemporanea "Valentia"
LE FIGURE
Nella vasta produzione pittorica di Alberti la figura umana appare quasi esclusivamente con le sembianze del nudo femminile, ripetuto ossessivamente lungo tutto l'arco della sua prolungata vicenda espressiva con poche e minime variazioni. Con un tessuto pittorico a tratti sontuoso, denso, liscio e aggrondato al tempo stesso, fiammante di velature o scabro di sottrazioni e sfregamenti, oppure nel superbo chiaroscuro del disegno a fusaggine, i gesti tirati e assorti delle modelle acquistano un'ambigua ieracità, uno stereotipo inquieto e misterioso, appena mosso dall'immobile guizzare dei tendini e delle articolazioni. Anatomia contro fisionomia, i volti qui hanno sempre un'importanza minima rispetto ai tratti del corpo, quasi che la loro condizione rimandi ad un significato emotivo generale, ad una complessiva condizione esistenziale di dolore e melanconia. (Giorgio Seveso)
"Figura femminile - nudo"
ALBERTI Aldo (Busto Arsizio 1912)
Autodidatta, si cimenta giovanissimo nel disegno e nella pittura. Entra presto nella cerchia degli artisti bustesi ed ha una lunga frequantazione con il pittore Mario Somasca e con lo scultore Giuseppe Rebesco, che lo ospitano spesso nei loro studi. Agli inizi degli anni trenta presenta al pubblico le sue prime opere e viene subito segnalato da Virgilio Uberti Bona alla Prima Mostra d'Arte dei Fasci Giovanili di Combattimento della Provincia di Varese.
Nel 1935 Alberti è chiamato al servizio militare e rientrato a Busto nel 1945 si dedica completamente alla pittura. Negli anni successivi, gli amici Aldo Ruffinelli e Giovanni De Bernardi lo vogliono compagno nei loro viaggi di lavoro e Alberti ne approfitta per visitare i musei italiani ed europei.
Nell'ottobre del 1958 apre il suo primo studio in Via Nigra a Busto Arsizio e qui dipinge su un muro una "Annunciazione" che rimane il suo unico affresco. Alla fine degli anni sessanta conosce a Varese lo scultore Giuliano Vangi, con cui inizia un rapporto di stima e amicizia. Nello stesso periodo Alberti allarga le sue esperienze artistiche eseguendo una serie di mosaici, vetrate e tapperi di grande interesse. C'è da aggiungere che per Aldo Alberti l'arte è da sempre scopo supremo di vita, a tal punto di fargli tralasciare la benchè minima registrazione di atti, manifestazsioni, scritti informativi e critici, premi e citazioni relativi alla sua opera, obbligando così ad un lavoro difficoltoso di ricerca gli estensori della biografia.
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