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STORIE in mostra a Valenza. Il racconto fotografico negli anni '60

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La mostra e il catalogo "Passione civile, arte e politica - Artisti a Valenza tra gli anni Cinquanta e Ottanta" ricostruiscono la storia della Casa del Popolo " Valentia" , inaugurata il 29 agosto 1958 da Palmiro Togliatti con un discorso sul gioiello .
I rapporti creati nel corso degli anni '50 con mostre estemporanee in occasione dei festival de l'Unità con autori come Franco Francese, Renato Guttuso, Gabriele Mucchi, Giuseppe Zigaina portano alla realizzazione di due opere di grandi dimensioni sulle pareti del Valentia : La Pace, tempera su muro di Aligi Sassu, (dimensioni 4,80 x 8,40 m.) e l'affresco di Giuseppe Motti Gente del Po (5 x 13,90 m.), opere andate perdute nella successiva distruzione del Valentia. Sono stati salvati e restaurati solo alcuni particolari, esposti in mostra a Palazzo Monferrato.
Nel 1965 un'altra opera va ad arricchire le pareti del Valentia: "Da Melissa a Valenza, racconto per immagini di Toni Nicolini e Ernesto Treccani ". Un mosaico di 12 fotografie su tela di grandi dimensioni e di 4 dipinti che rappresenta la migrazione di alcune famiglie calabresi da Melissa, paese contadino in Calabria, a Valenza, diventando una storia emblematica della migrazione dal Sud al Nord nell'Italia degli anni '60.
La scelta di un linguaggio misto, pittura e fotografia, deriva dalla consapevolezza di Ernesto Treccani delle potenzialità del mezzo fotografico e dall'esperienza condivisa, in alcuni giorni di lavoro a Melissa nel luglio 1963, con il fotografo Nicolini. Lo stesso Treccani ha realizzato una grande serie di fotografie a Melissa negli anni '50 , una documentazione preziosa, consultabile nella sede a Milano della Fondazione Corrente, che ha realizzato la mostra e il catalogo Sulla terra. Fotografie di Ernesto Treccani a Melissa, 1950-60 , Milano, 2004.


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Il racconto è articolato in tre strisce di immagini. La prima striscia, completamente fotografica, descrive la vita di un uomo a Melissa, il suo lavoro nei campi e il suo mondo di affetti nel paese, che deve lasciare emigrando. Un passaggio sintetizzato nei tre dipinti della seconda striscia: Il coro del distacco , La città , La nuova stanza . La terza striscia inizia con tre fotografie che mostrano l'inserimento dell'uomo con il nuovo lavoro a Valenza, terminando con tre fotografie che alludono alle difficoltà psicologiche e materiali della nuova situazione. Nel bianco nero fotografico si inserisce il ricordo della vita a Melissa: il grande dipinto Il sogno dell'emigrante .
Prima di essere collocata definitivamente alla Casa del Popolo Valentia, l'opera Da Melissa a Valenza venne esposta a Fermo nel maggio 1965 per iniziativa di Luigi Crocenzi, come efficace esempio di una realizzazione nel solco delle sue elaborazioni teoriche intorno al racconto per immagini.


Nell'allestimento della mostra Passione civile, arte e politica a Palazzo Monferrato , il racconto Da Melissa a Valenza è distribuito su due pareti per motivi di spazio.

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La passione per la letteratura e la formazione ricevuta frequentando a Roma il Centro sperimentale per la Cinematografia portarono Crocenzi a teorizzare la possibilità di trasferire alle pagine dei libri e delle riviste i concetti di sceneggiatura, montaggio, sequenza che sono propri del linguaggio cinematografico.
Il trasferimento a Milano della sede del Centro per la cultura nella fotografia e i contatti con il mondo editoriale permettono a Crocenzi di realizzare i libri Ex Oriente e Cinque Rune con le fotografie di Lanfranco Colombo e la collaborazione grafica di Giancarlo Iliprandi. Sono due esempi di racconti visivi che realizzano l'ambizione di Crocenzi di creare "un film immobile sulla pagina stampata" , per citare una sua dichiarazione.
Un'impostazione evidente anche nella realizzazione del volume Milano , pubblicato da Electa nel 1967, con l'impaginazione di Diego Birelli e le fotografie di alcuni fotografi vicini alle attività culturali del Centro per la cultura nella fotografia , come Mimmo Castellano, Cesare Colombo, Mario Cresci, Gianfranco Mazzocchi, Toni Nicolini, Piero Raffaelli, Ferdinando Scianna.


Il ritmo narrativo del libro è evidente nelle due sequenze che si dispiegano in alcune pagine qui riportate . Accostando le fisionomie di volti di cittadini milanesi ai volti in pietra del popolo di statue distribuite sulle pareti e le guglie del Duomo, si cerca di cogliere il senso di un'appartenenza a una città, contrapponendo allo scorrere della vita quotidiana nelle strade la permanenza immobile dei ricordi e dei simboli religiosi.
In altre pagine , dedicate ai temi dell'economia, i gesti e le figure degli operatori di Borsa sono icone inquietanti contrapposte nella pagina alle immagini della produzione industriale.
Tornando a Valenza, il diversificarsi delle attività della Casa del Popolo richiede un ampliamento degli spazi, che verrà realizzato con la Sala della Cultura del Circolo Rinascita, inaugurata nel 1972 con la presentazione del murale realizzato da Aurelio, La via italiana al socialismo . E' una striscia lunga 20 metri x 3 di altezza, composta da 11 pannelli di colori acrilici su faesite , frutto di un lavoro di più di un anno e frutto anche di molti incontri con i compagni del PCI di Valenza



Il murale di Aurelio è assolutamente un racconto per immagini elaborato con un linguaggio popolare: coloratissime immagini fortemente simboliche rappresentano le contraddizioni della società capitalistica a cui si può sperare di contrapporre un immaginario mondo di pace e felicità, costruito con la vittoria del socialismo.

Il murale La via italiana al socialismo è stato restaurato ed esposto a Palazzo Monferrato nell'ambito della mostra Passione civile, arte e politica , come si può vedere in alcune immagini dell'insieme e di alcuni particolari dell'opera.


Il tema del racconto per immagini è approfondito a Valenza dalla mostra Storie, Toni Nicolini e il racconto fotografico 1960-1969 , già realizzata dall'Associazione culturale Azibul nel 2009 per la Fondazione Corrente a Milano. Questa mostra si compone di un pannello introduttivo e di otto reportage fotografici presentati in forma di strisce che vogliono sottolineare l'importanza della sequenza e quindi dell'impaginazione delle fotografie sulla pagina .
E'una realizzazione dell'Associazione culturale Azibul anche il video "Toni Nicolini .1966, ballo di carnevale a Mortara", visibile in mostra, che approfondisce il reportage fotografico di un pannello della mostra. Il video è stato presentato a Festivaletteratura di Mantova , settembre 2007, in occasione dell'incontro sul tema Reportage e racconto fotografico, insieme a un piccolo libro, con lo stesso titolo del video, della collana "I documenti raccontano" della Fondazione Mondadori.
Il reportage fotografico ha ispirato una serie di racconti di invenzione : le persone e le situazioni fotografate hanno sollecitato la fantasia di alcuni partecipanti a un corso di scrittura che, partendo dal documento fotografico, hanno immaginato delle storie che si svolgono nella serata del ballo di carnevale.
Nel libro i racconti sono pubblicati insieme a nove tavole di immagini che ripropongono le foto scattate, con accostamenti in sequenze che sono un'ampia documentazione e un approfondito racconto della serata di carnevale nel teatro di Mortara.




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